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giovedì, 15 maggio 2008

Eccomi qui a ravvivare il BLOG!!! Vi racconto l'ultima cialtronata cooperista!!! La settimana del ponte del I maggio parto alla volta dei caraibi per una vacanza da sborone!!! Partiamo con 5 ore di ritardo, arriviamo a Santo Domingo dove ci fanno scendere dall'aereo per ripulirlo, cambiare l'equipaggio. Risaliamo sull'aereo, arriviamo ad Antigua e ci presentiamo al banco dell'immigrazione. Resta di stuccoè un barbatrucco, l'ufficiale dell'immigrazione ci respinge, perchè nota che il passaporto della mia dolce metà ha qualcosa che non va. Ci rendiamo conto solo in quel momento (dopo aver fatto check in in Italia e frontiera di uscita in Italia) che il passaporto è quello sbagliato, cioè quello annullato e non quello valido. Ci prendono di peso, ci ricaricano sull'aereo e 10 ore dopo siamo di nuovo a Milano! Da non credere!!!!! Aspetto gli sberleffi!
postato da: ILLBEHERE alle ore 15:40 | link | commenti (1)
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domenica, 06 aprile 2008

tutti dicono che il PIL deve crescere sempre...

Ho sentito questa citazione su Report di due settimane fa ed ho promesso a Cooper di postarla sul blog. mi piace molto perchè la paranoia della crescita continua comincia a darmi l'allergia. e se uno invece sta bene come sta?

ecco a voi (roba degli anni 60...):

Cigielle

Robert Kennedy

Il nostro benessere

Non troveremo mai un fine per la nazione né una nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico, nell’ammassare senza fine beni terreni. Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell’indice Dow-Jones, né i successi del paese sulla base del prodotto interno lordo (PIL). Il PIL comprende anche l’inquinamento dell’aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine-settimana.
Il PIL mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa, e le prigioni per coloro che cercano di forzarle […]. Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai nostri bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari, comprende anche la ricerca per migliorare la disseminazione della peste bubbonica, si accresce con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte, e non fa che aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari.
Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. […] Non comprende la bellezza della nostra poesia o la solidità dei valori familiari, l’intelligenza del nostro dibattere o l’onestà dei nostri pubblici dipendenti. Non tiene conto né della giustizia nei nostri tribunali, né dell’equità nei rapporti fra di noi. Il PIL non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione né la devozione al nostro paese. Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta. Può dirci tutto sull’America, ma non se possiamo essere orgogliosi di essere americani.

Robert Kennedy

postato da: cigielle alle ore 12:59 | link | commenti
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giovedì, 27 marzo 2008

Primo di tutto EVVIVA Pietrino e brava la mamma. Il padre è ovviamente già e come sempre inutile.

Secondo di tutto, volevo solo fare un commento spot all'appello lanciato da CG. la forza innovativa che mi ha convinto del PD è la capacità di imbastire un programma cha non si sostenga sulla negazione dell'avversario, ma che mi convinca nelle proposte.

personalmente sono un po' stanco non tanto della politica in generale, ma della politica che si afferma con la negazione e demonizzazione dell'avversario. 5 lunghi, lunghissimi anni di politca berlusconiana li abbiamo vissuti, abbiamo già vissuto il cosiddetto "regime di fatto". devo dire che i troppo brevi due anni di prodi non mi hanno fatto respirare un'aria così diversa da prima. 

sono un inguaribile ottimista e voglio dare fiducia, tanta fiducia a questo nuovo progetto veltroniano proprio perchè sembra partire con il piede giusto.

evviva gli appelli a favore delle idee e dei programmi!

abbasso gli appelli contro l'avversario

(forse è per questo che non farò mai politca!)

ciao a tutti

postato da: bisbiglia alle ore 12:33 | link | commenti
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mercoledì, 26 marzo 2008

Una pausa nell'acceso dibattito politico con cose piu' importanti:

E' NATO PIETROPIETRO13

MAMMA E PAPA' SONO FELICISSIMI E PIETRO STA BENE

(ma anche lo zio non scherza in quanto a felicità)

Un abbraccio a tutti gli zii da questa nuova famiglia appena ci saremo presi un po con questi nuovi ritmi vi aspettiamo per farvelo conoscere.

Ciao a tutti

postato da: dickear74 alle ore 10:08 | link | commenti
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domenica, 23 marzo 2008

Vecchie opinioni, temi attuali

E partecipiamo a questo dibattitito, Perdiana!

 

Vi incollo di seguito un vecchio articolo di Umberto Eco, che ho letto di recente e che ravanando in rete sono riuscito a recuperare. mi rivolgo ai delusi della situazione politica attuale.

Mi rendo conto che non ci sono al momento utopie che possano muovere le folle (ma nessuno di voi per come vi conosco parteciberebbe ad un movimento di folla ...non abbiamo più l'età ed abbiamo troppe idee nostre) ne partiti che le rappresentino.

però so che cosa NON voglio (vedi articolo sotto). e penso anche di voler dare una chance al PD, perchè no? in fondo è sempre meglio che fare i Tafazzi e martellarsi le palle in cerca del partito perfetto.

magari vi stupirà questa mia esibizione di realpolitik, ma tant'è...

ecco l'articolo (spero non ci perdiate gli occhi)

baci a tutti CGIL

Umberto Eco

Per chi suona la campana?

Appello a un referendum morale

Appello a un referendum morale
A nessuno piacerebbe svegliarsi una mattina e scoprire che tutti i giornali, il "Corriere della Sera", "la Repubblica", la "Stampa", il "Messaggero", "il Giornale", e via via dall’"Unità" al "Manifesto", compresi i settimanali e i mensili, dall’ "Espresso" a "Novella 2000", sino a questa rivista on-line che state leggendo, appartengono tutti allo stesso proprietario e fatalmente ne riflettono le opinioni. Ci sentiremmo meno liberi.

Ma è quello che accadrebbe con una vittoria del Polo che si dice delle Libertà. Lo stesso padrone avrebbe per proprietà privata tre reti televisive e per controllo politico le altre tre - e le sei maggiori reti televisive nazionali contano più, per formare l’opinione pubblica, di tutti i giornali messi insieme. Lo stesso proprietario ha già sotto controllo quotidiani e riviste importanti, ma si sa cosa accade in questi casi: altri giornali si allineerebbero all’area governativa, vuoi per tradizione vuoi perché i loro proprietari riterrebbero utile ai propri interessi nominare direttori vicini alla nuova maggioranza. In breve si avrebbe un regime di fatto.

Per regime di fatto bisogna intendere un fenomeno che si verificherebbe da solo, anche se si assume che Berlusconi è uomo di assoluta correttezza, che la sua ricchezza si è costituita in modo inappuntabile, che il suo desiderio di giovare al paese anche contro i propri interessi è sincero. Qualora un uomo si trovasse a poter controllare di fatto tutte le fonti d’informazione del proprio paese, neppure se fosse un santo potrebbe sottrarsi alla tentazione di gestirlo secondo la logica che il sistema imporrebbe e, quand’anche facesse del suo meglio per sottrarsi a tale tentazione, il regime di fatto sarebbe gestito dai suoi collaboratori. Non si è mai visto, nella storia di alcun paese, un giornale o una catena televisiva che iniziano spontaneamente una campagna contro il proprio proprietario.

Questa situazione, conosciuta ormai nel mondo come l’anomalia italiana, dovrebbe essere sufficiente per stabilire che una vittoria del Polo, nel nostro paese, non equivarrebbe – come molti politologi affermano – a una normale alternanza tra destre e sinistre, che fa parte della dialettica democratica. L’instaurazione di un regime di fatto (che, ripeto, si instaura al di là delle volontà individuali) non fa parte di alcuna dialettica democratica.

Per chiarire perché la nostra anomalia non allarma la maggioranza degli italiani occorre esaminare anzitutto quale sia l’elettorato potenziale del Polo. Esso si divide in due categorie. Il primo è l’Elettorato Motivato.
È fatto da coloro che aderiscono al Polo per effettiva convinzione. È convinzione motivata quella del leghista delirante che vorrebbe mettere extracomunitari e possibilmente meridionali in vagoni piombati; quella del leghista moderato il quale ritiene conveniente difendere gli interessi particolari della propria area geografica pensando che possa vivere e prosperare separata e blindata dal resto del mondo; quella dell’ex fascista che, pur accettando (magari obtorto collo) l’ordine democratico, intende difendere i propri valori nazionalistici, e intraprendere una revisione radicale della storia del Novecento; quella dell’imprenditore che ritiene (giustamente) che le eventuali defiscalizzazioni promesse dal Polo sarebbero soltanto a favore degli abbienti; quella di coloro che, avendo avuto contenziosi con la magistratura, vedono nel Polo un’alleanza che porrà freno all’indipendenza dei pubblici ministeri; quella di coloro che non vogliono che le loro tasse siano spese per le aree depresse. Per tutti costoro l’anomalia e il regime di fatto, se non benvenuti, sono in ogni caso un pedaggio di poco conto da pagare per vedere realizzati i propri fini – e pertanto nessuna argomentazione contraria potrà smuoverli da una decisione presa a ragion veduta.

La seconda categoria, che chiameremo Elettorato Affascinato, certamente la più numerosa, è quella di chi non ha un’opinione politica definita, ma ha fondato il proprio sistema di valori sull’educazione strisciante impartita da decenni dalle televisioni, e non solo da quelle di Berlusconi. Per costoro valgono ideali di benessere materiale e una visione mitica della vita, non dissimile da quella di coloro che chiameremo genericamente i Migranti Albanesi. Il Migrante Albanese non penserebbe neppure a venire in Italia se la televisione gli avesse mostrato per anni solo l’Italia di Roma città aperta, di Ossessione, di Paisà – e si terrebbe anzi lontano da questa terra infelice. Migra perché conosce un’Italia in cui una televisione ricca e colorata distribuisce facilmente ricchezza a chi sa che il nome di Garibaldi era Giuseppe, un’Italia dello spettacolo.

Ora a questo elettorato che, tra l’altro (come dicono le statistiche), legge pochi quotidiani e pochissimi libri, poco importa che si instauri un regime di fatto, che non diminuirebbe, anzi aumenterebbe la quantità di spettacolo cui è stato abituato. Fa quindi sorridere che ci si ostini a sensibilizzarlo parlando del conflitto d’interessi. La risposta che si ascolta sovente in giro è che a nessuno importa che Berlusconi si faccia i propri interessi se promette di difendere i loro. A questi elettori non vale dire che Berlusconi modificherebbe la Costituzione, primo perché la Costituzione non l’hanno mai letta, e secondo perché hanno persino sentito parlare di modificazioni della Costituzione da parte dell’Ulivo. E allora? Quale articolo della costituzione possa poi essere modificato, è per loro irrilevante. Non dimentichiamo che subito dopo la Costituente Candido ironizzava con vignette salaci sull’articolo secondo il quale la repubblica difende il paesaggio, come se si trattasse di un bizzarro e irrilevante invito al giardinaggio. Che quell’articolo anticipasse le attuali e tremende preoccupazioni per la salvezza dell’ambiente sfuggiva non solo al grande pubblico, ma persino a giornalisti informati.

A questo elettorato non vale gridare che Berlusconi metterebbe la mordacchia ai magistrati, perché l’idea della giustizia si associa a quella di minaccia e intrusione nei propri affari privati. Questo elettorato afferma candidamente che un presidente ricco almeno non ruberebbe perché concepisce la corruzione in termini di milioni o centinaia di milioni, non in termini astronomici di migliaia di miliardi. Questi elettori pensano (e con ragione) che Berlusconi non si farebbe mai corrompere da una bustarella pari al costo di un appartamento tricamere con bagno, o dal regalo di una grossa cilindrata, ma (come del resto quasi tutti noi) trovano impercettibile la differenza tra diecimila e ventimila miliardi. L’idea che un parlamento controllato dalla nuova maggioranza possa votare una legge che, per una catena di cause ed effetti non immediatamente comprensibile, possa fruttare al capo del governo mille miliardi, non corrisponde alla loro nozione quotidiana del dare e avere, comperare, vendere o barattare. Che senso ha parlare a questi elettori di off shore, quando al massimo su quelle spiagge esotiche desiderano poter fare una settimana di vacanza con volo charter?

Che senso ha parlare a questi elettori dell’"Economist", quando ignorano anche il titolo di molti giornali italiani e non sanno di che tendenza siano, e salendo in treno comperano indifferentemente una rivista di destra o di sinistra purché ci sia un sedere in copertina? Questo elettorato è pertanto insensibile a ogni accusa, al riparo da ogni preoccupazione di regime di fatto. Esso è stato prodotto dalla nostra società, con anni e anni di attenzione ai valori del successo e della ricchezza facile, è stato prodotto anche dalla stampa e dalla televisione non di destra, è stato prodotto da parate di modelle flessuose, da madri che abbracciano finalmente il figlio emigrato in Australia, da coppie che ottengono il riconoscimento dei vicini perché hanno esibito le proprie crisi coniugali davanti a una telecamera, dal Sacro spesso trasformato in spettacolo, dall’ideologia che basta grattare per vincere, dallo scarso fascino mediatico di ogni notizia che dica quello che le statistiche provano, che la criminalità è diminuita, mentre è ben più morbosamente visibile il caso di criminalità efferata, che induce a pensare che quello che è accaduto una volta potrebbe accadere domani a tutti.

Questo Elettorato Affascinato sarà quello che farà vincere il Polo. L’Italia che avremo sarà quella che esso ha voluto.

Di fronte all’Elettorato Motivato e all’Elettorato Affascinato della destra, il maggior pericolo per il nostro paese è però costituito dall’Elettorato Demotivato di sinistra (e si dice sinistra nel senso più ampio del termine, dal vecchio laico repubblicano al ragazzo di Rifondazione, sino al cattolico del volontariato che non si fida più della classe politica). È la massa di coloro che tutte le cose dette sinora le sanno (e non avrebbero neppure bisogno di sentirle ripetere), ma si sentono delusi dal governo uscente, di fronte a ciò che si attendevano considerano tiepidamente quello che hanno ricevuto, e si evirano per far dispetto alla moglie. Per punire chi non li ha soddisfatti, faranno vincere il regime di fatto. La responsabilità morale di costoro è enorme, e la Storia domani non criticherà i drogati delle telenovelas, che avranno avuto la telenovela che volevano, ma coloro che, pur leggendo libri e giornali – non si sono ancora resi conto o cercano disperatamente di ignorare che quello che ci attende tra qualche giorno non sono elezioni normali, bensì un Referendum Morale. Nella misura in cui rifiuteranno questa presa di coscienza, sono destinati al girone degli ignavi.

Contro l’ignavia si chiamano ora anche gli incerti e i delusi a sottoscrivere un appello molto semplice, che non li obbliga e condividere tutte le considerazioni di questo articolo, solo la parte che segue in grassetto.
Contro l’instaurazione di un regime di fatto, contro l’ideologia dello spettacolo, per salvaguardare nel nostro Paese la molteplicità dell’informazione, consideriamo le prossime elezioni come un Referendum Morale a cui nessuno ha diritto di sottrarsi.
Questo sarà per molti un appello a mettersi una mano sulla coscienza e ad assumersi la propria responsabilità. Perché "nessun uomo è un’isola… Non mandare mai a chiedere per chi suona la campana: essa suona per te."

postato da: cigielle alle ore 15:51 | link | commenti
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venerdì, 14 marzo 2008

Ciao a tutti!

accorro alla richiesta di Pamela! Non lasciamo solo il blog. Combattete la pigrizia perdianaspencer.
Mi sembra che il dibattito politico sia accesissimo. Ben venga. Io sono un po' perplesso e deluso ed è un periodo che agogno amici, parenti, leggerezza. L'arrivo imminente di mio nipote mi ha fatto ripensare alla Padova abbandonata. Complicato starsene lontani. Alla fine il patrimonio di amicizie maturate nel tempo è materia rarissima e preziosa. Bisognerebbe organizzare eventi ad hoc per non perdersi davvero di vista. 
Mi penso milanese e la cosa mi fa davvero sorridere. Immagino i miei figli (se mai arriveranno) che dicono fra 30 anni....i miei sono di Padova, ma io sono milanese doc! Mi fa davvero impressione!
Detto questo, se volete, sapete che vi aspetto. Inizia la stagione dei concerti e Vasco Rossi a San Siro è un evento unico che vi invito a considerare!
Un abbraccio grande - Cooper 

postato da: ILLBEHERE alle ore 10:05 | link | commenti
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giovedì, 13 marzo 2008

Buongiorno a tutti!

Ho pensato di inviarvi questo messaggio. Non voglio fare campagna politica, ma solo inoltrarvi un'informazione che magari a qualcuno di voi potrebbe interessare.

Seguo Giulietto Chiesa ormai da due anni per motivi di lavoro. Ho infatti organizzato qui a Bruxelles la presentazione dei suoi ultimi due libri "Le carceri Cia in Europa" e "Zero" e adesso il 17 aprile porteremo il film "Zero" a Bruxelles. 

Lo ammiro per il suo impegno per cercare di arrivare ad avere almeno un esempio di comunicazione libera in Italia. Non so se ci riuscirà fino in fondo ma almeno ci sta provando con tenacia.  E' partito con Megachip nel 2002 e il 23 novembre 2006 al Parlamento Europeo ha presentao AideM,  un nuovo trimestrale di critica della comunicazione e il primo numero è uscito il 7 dicembre.

Certo a questo mio giudizio potrete rispondermi che già il fatto che sia Giulietto Chiesa la persona da cui parte tutto questo è di per sè una comunicazione di parte. Vi rispondo secondo quello che è il mio umile pensiero dettato anche dal fatto che in molte cose mi sento ancora molto ignorante. Primo da qualche parte bisogna pur iniziare! Secondo al progetto di Giulietto hanno aderito persone diverse per ideologia politica, per estrazione sociale, per professione etc. Penso che l'eterogeneità sia la forza di questo progetto e il fatto che ognuno che decide di partecipare si debba impegnare direttamente.

Ecco quindi il suo appello. A voi di decidere di leggerlo, di non leggerlo, di impegnarvi nel suo progetto o meno.

Certo con questo messaggio non voglio cambiare quello che ho scritto nel precedente e cioè che queste elezioni politiche non cambieranno l'Italia perchè prima di tutto è la società civile che deve cambiare e deve attivarsi, quella società civile da cui poi potranno nascere le nuove leve politiche.

Un abbraccio
Pamy

Canale Zero

Appello per una informazione libera

Cari amici e amiche, compagne e compagni di un'Italia che non si arrende. Lo sfacelo della situazione e della classe politica e una vera e propria emergenza democratica impongono di rompere indugi e timidezze, divisioni e recriminazioni.

Dobbiamo, in primo luogo, difenderci. E possiamo contr´attaccare.

Per farlo è ormai indispensabile dotarci di strumenti di comunicazione di massa che realizzino un'informazione democratica e che ingaggino una battaglia per la difesa della democrazia e del Bene Comune.

Noi riteniamo che milioni di persone, in Italia, aspettino questa proposta e siano pronti a sostenerla.

Ma farla richiede un impegno finanziario non indifferente. Non vi sono partiti, sindacati, imprenditori disposti a finanziarla. Se vi fossero vorrebbero controllarla. Cioè non servirebbe allo scopo. Quindi dobbiamo fare per conto nostro. Ciascuno di noi, di voi, diventi editore e protagonista.

E' tra voi, tra i cittadini, che dobbiamo raccogliere la somma necessaria per avviare l'esperimento. Che è grande, immenso, ma che dobbiamo fare con gli spiccioli. Un Davide contro i sette Golia. Ma non occorre avere decine di miliardi di euro per fare una informazione decente e libera. Anzi, i miliardi di euro sono proprio quelli che la imbavagliano e la impediscono.

Noi riteniamo che lo si possa fare anche con una cifra modesta di partenza. Per farlo occorre una struttura organizzativa essenziale. Anche questa costa.  Per avviare questa macchina di raccolta è indispensabile sapere in anticipo quanti siamo, quante persone e gruppi sono disponibili.

Non chiediamo, per ora, denaro. 

Chiediamo, a tutti coloro che sono disposti a versare almeno 100 euro a fondo perduto, di comunicarci il loro impegno, con una semplice e-mail, accompagnata dai dati essenziali: nome e cognome, e-mail, luogo di residenza ed eventuale recapito telefonico.

I dati raccolti resteranno riservati. Verranno resi noti, nel corso dei tre  mesi necessari per questa "campagna di impegno", soltanto i totali, per aree geografiche, con cadenza settimanale. 

Al termine dei tre mesi valuteremo se esistano le condizioni di partenza e, in caso affermativo, avvieremo la raccolta del denaro. E useremo questi mesi per definire tutti gli aspetti amministrativi, legali, organizzativi necessari. 

Il sito di riferimento per la "campagna di impegno" sarà www.megachip.info che riporterà in maniera centralizzata le informazioni essenziali. Ma coinvolgeremo una serie di siti amici, di blog, di emittenti radiofoniche e mezzi di comunicazione che vorranno appoggiare e diffondere il messaggio della raccolta.

Le tappe

Stiamo definendo una redazione giornalistica che lavorerà a tempo pieno, e i cui componenti avranno un contratto di collaborazione regolare per l´intera durata iniziale del progetto: 18 mesi. 

La redazione avrà un direttore, nominato da questo collettivo e da un ampio gruppo di sostenitori, con analoga, elevata professionalità. E che non avrà altri vincoli che quelli di una corretta deontologia professionale e quelli dettati da un semplice documento d'intenti comprendente questi punti:

1) Difesa della Costituzione e della legalità democratica.

2) No a ogni guerra.

3) Difesa dei diritti sociali e civili dei cittadini.

4) Difesa dell'ambiente e del territorio.

5) Difesa della laicità dello stato.

Prevediamo di definire, in base a una ampia consultazione, un comitato di garanti, super partes, scelti tra le personalità democratiche che godono della fiducia generale per le loro qualità professionali, culturali, scientifiche, di azione sociale. Il loro compito sarà di verificare che queste impostazioni ideali siano rispettate. A tal proposito vi chiediamo sin d´ora di esprimere il nome di una persona che, secondo voi, possa assicurare l´applicazione dei principi di cui sopra.

L´indipendenza degli operatori sarà totalmente garantita. Ogni fase della costruzione del progetto sarà resa pubblica nel più totale rispetto della trasparenza, attraverso strumenti di verifica diretta dei suoi finanziatori. In primo luogo attraverso la Rete, ma anche con una articolazione di comitati  e di assemblee nei territori.

Primi firmatari

Giulietto Chiesa, don Aldo Benevelli, Anna Maria Bianchi, Caparezza, Sergio Cararo, Franco Cardini, Paolo Ciofi, Tana de Zulueta, Arturo Di Corinto, Laura Di Lucia Coletti, Claudio Fracassi, Luciano Gallino, don Andrea Gallo, Udo Gumpel, Sabina Guzzanti, Serge Latouche, Lucio Manisco, Gianni Minà, Roberto Morrione, Diego Novelli, Moni Ovadia, Riccardo Petrella, Carlo Petrini, Lidia Ravera, Ennio Remondino, David Riondino, Roberto Savio, Antonio Tabucchi, Gianni Vattimo, Vauro, Elio Veltri, Dario Vergassola, Alex Zanotelli

(L´elenco è aperto ad altre adesioni, che saranno tempestivamente rese note).

 
postato da: pamela8 alle ore 10:12 | link | commenti
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lunedì, 10 marzo 2008


Ciao a tutti!

Dopo un bellissimo week-end trascorso con Boz e Luky qui in quel di Bruxelles, ieri sera mi sono veramente fatta del male guardando REPORT su Rai tre. Titolo dell'inchiesta “Terra bruciata” . Riporto dal sito: "In Campania ci sono 2.551 siti potenzialmente contaminati, il doppio della Lombardia che ne ha 1.300, la maggior parte sono concentrati tra le province di Napoli e Caserta, nella piana campana, dove le falde acquifere, sia quella superficiale che quella profonda, sono inquinate da sversamenti di liquidi pericolosi e cancerogeni. I comuni coinvolti sono 80, sui terreni agricoli sono stati spalmati i fanghi industriali venduti come compost.
In esclusiva, Bernardo Iovene ha intervistato i titolari della ditta accusati di aver sversato nelle campagne e nei canali centinaia di tonnellate di rifiuti tossici. F
ino ad oggi non è stato bonificato nulla. Le ditte incaricate hanno assunto centinaia di Lavoratori Socialmente Utili, ma per 5 anni sono stati inutilizzati. I pochi lavori eseguiti di rimozione di rifiuti, sono stati assegnati a ditte esterne. Lavori pagati 3 volte.
Intanto nelle zone contaminate aumenta la mortalità e il rischio di malformazioni congenite, ma studi sul territorio non sono mai stati fatti.
Un disastro costruito da imprenditori criminali, politici incapaci o corrotti, pubblici funzionari fannulloni, con la complicità di contadini sprovveduti e cittadini omertosi.
"
Bene se Marta scrive che si sente male per andare di nuovo a votare il meno peggio vi posso invece assicurare che, dopo quello che ho visto e ascoltato ieri sera, non ci sarà veramente speranza di cambiare il nostro Paese qualsiasi sarà il nostro voto, qualsiasi sarà il risultato delle prossime elezioni, qualsiasi sarà la nostra reazione.
Queste persone che hanno creato questo schifo in Campania sono ancora lì e rispondono candidamente che loro non sapevano nulla. I contadini che annaffiano le verdure e la frutta (fragole al primo posto), che poi vengono esportate in tutta Italia e all'estero, con l'acqua proveniente dai pozzi sequestrati perchè trattasi di acqua pericolosa per tutte le sostante cancerogene che contiene, rispondono che loro non ne sanno niente e continuano ad utilizzarla. Penso che la colpa sia assolutamente dei sindaci, degli assessori, dei vari commissari speciali etc. ma anche della gente, della cosidetta società civile. Molti pastori sono morti per tumori. Eppure i "sopravissuti" continuano a portare a pascolare le pecore nei territori confiscati per ragioni di salute pubblica. Allora mi volete dire come si può far ragionare queste persone che nonostante vedano amici e famigliari morire uno dopo l'altro di tumore non reagiscono, se ne fregano, vanno avanti come se la vita umana non avesse nessun valore e l'unica cosa che sanno dire è: "Non sappiamo o non sapevamo niente?." E comunque nel momento in cui apprendono la notizia dall'intervistatore di Report, si girano e tornano a far pascolare le pecore o a raccogliere le fragole?!!!!!
Mi dispiace io non vedo la luce. Certo possiamo chiudere dicendo: "bè ma questo è il Sud e qui si sa che la situazione è sempre peggiore!!". No la verità è che questa è Italia, Italia che andrà a votare ma più che altro Italia che continuerà ad esistere!

Pamela


postato da: pamela8 alle ore 16:49 | link | commenti
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riflessione mattutina

ciao a tutti amici! e buona mattinata!

solo un piccola riflessione... stamattina, durante un momentino di pausa , mi sono messa a leggere la repubblica e mi sono soffermata su una frase dell'articolo sulle elezioni in Spagna, dove c'è scritto: "Pp riconosce la sconfitta: il portavoce del partito, Pio Garcia Escudero, si "felicita" col Partito socialista ... e .... il candidato premier dei Popolari ha detto di aver chiamato Zapatero per augurargli "buona fortuna per il bene della Spagna" ....

credete che qui in Italia sia possibile una cosa del genere? dopo quel che è successo in questi ultimi anni, e non mi riferisco solo ai pochi mesi di governo Prodi, ma anche agli anni precedenti (perchè la nostra sinistra non è da meno della destra... ), non esiste più la vera politica e men che meno esistono i veri politici! quando l'interesse principale era quello del proprio paese...  oggi come oggi non ci resta che votare il meno peggio e questo mi fa incazzare un casino!

fine riflessione mattutina!

un bacio a tutti!

Marta

postato da: martaschi alle ore 10:45 | link | commenti
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mercoledì, 05 marzo 2008

un PVT per me....

ciao amici

volevo solo farvi partecipi alla mia sorpresa quando stamattina, aprendo il nostro blog, ho visto che c'era un PVT per me... e voi vi chiederete ... che cos'è un PVT? anch'io non ci avevo mai fatto caso, ma è quellla parolina che c'è vicino a mail e sopra a logout, in fianco alla foto , se l'avete messa nel vostro profilo, che comparee in alto a destra quando entrate nel blog.

beh, insomma per farla breve un certo Jorge Tills, 32 anni, argentino, mi ha invitata come amica al suo blog... e vi dirò, è stato un immenso strupore per me che non ho molto a che fare con blog, chat e altri strumenti di comunicazione in rete, diversi dalle mail... e poi mi ha anche fatto molto ridere ... 

ecco, tutto qua, ora non so che fare, accetto l'invito o cancello il tipo? vedremo .. intanto continuo a ridere...

baci e buona giornata a tutti!

Marta

postato da: martaschi alle ore 14:07 | link | commenti
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